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Gay & Bisex

Il massaggiatore bsx (storia vera)


di Membro VIP di Annunci69.it cazzobonsai69
18.04.2025    |    967    |    6 9.7
"Quando finalmente si staccò da me, il mio sperma era ancora sulle sue labbra, e lui mi fissò con uno sguardo che mi fece venire i brividi..."

Il sole stava già calando quando arrivai davanti al palazzo indicato nell’annuncio. Un massaggio rilassante, diceva il messaggio, ma qualcosa nel tono, nelle parole scelte, mi aveva fatto intuire che c’era di più. Ero curioso, eccitato, e forse un po’ insicuro. A 50 anni, con un corpo robusto e un cazzettino che non aveva mai brillato per dimensioni, sapevo di non essere proprio il prototipo del sogno erotico. Ma quel ragazzo, così giovane, così passivo, aveva suscitato in me una voglia difficile da ignorare.

Salii le scale con un misto di ansia e anticipazione. La porta si aprì prima ancora che avessi il tempo di bussare. Lui era lì, in piedi nel corridoio, vestito solo con un paio di boxer aderenti che lasciavano poco all’immaginazione. Dio, era bellissimo. Giovane, magro ma con un fisico tonico, occhi scuri che mi fissavano con un’intensità che mi fece fermare il respiro.

«Ciao,» disse con una voce calma, quasi sussurrata. «Sei tu per il massaggio?»

«Sì, sono io,» risposi, cercando di nascondere le mie insicurezze. «Giacomo, vero?»

«Esatto,» annuì, facendomi spazio per entrare. «Vieni, ho già preparato tutto.»

Seguii Giacomo in un salotto arredato con semplicità ma con un tocco di eleganza. Al centro, un lettino da massaggio coperto da un asciugamano bianco. Sembrava professionale, ma l’atmosfera era carica di tensione sessuale, come se entrambi sapessimo che quello che stava per accadere andava ben oltre un semplice massaggio.

«Spogliati,» disse lui, senza nessun timore. «Io vado a prendere l’olio.»

Mi spogliai, sentendo il mio cuore battere forte. Era la prima volta che mi trovavo in una situazione del genere, e nonostante la mia esperienza, mi sentivo come un ragazzino al suo primo appuntamento. Quando Giacomo tornò, io ero già sdraiato sul lettino, completamente nudo, il mio piccolo cazzo semi-eretto.

Cominciò a massaggiarmi la schiena, le sue mani scivolavano sulla mia pelle con una delicatezza che mi fece riaprire gli occhi. Era bravo, molto bravo. Non era la prima volta che lo faceva, questo era chiaro. Ogni sua carezza sembrava progettata per farmi perdere il controllo, per spingermi verso un piacere che sapevo sarebbe stato esplosivo.

«Giacomo,» sussurrai, incapace di resistere. «Questo… è un massaggio come un altro?»

Lui sorrise, il suo respiro caldo che mi sfiorava la nuca. «Dipende da cosa vuoi tu,» rispose con una voce che era ora piena di promesse. «Posso fare di più, se vuoi.»

Non risposi, ma il mio silenzio fu abbastanza. Sentii le sue mani scivolare più in basso, fino ai miei glutei, dove cominciò a massaggiarli con una delicatezza che mi fece gemere. Non riuscivo a pensare, a ragionare. Il suo tocco era come una droga, e io ne ero già dipendente.

«Giacomo,» ripetei, questa volta con più insistenza. «Fai quello che vuoi.»

«Davvero?» chiese, la sua voce un sussurro caldo contro la mia pelle. «Qualsiasi cosa?»

«Qualsiasi cosa,» risposi, sentendo il mio cazzo diventare duro nonostante le sue ridotte dimensioni.

Si fermò per un secondo, come per assicurarsi che fossi sicuro, poi sentii le sue mani scivolare tra le mie gambe, toccandomi il cazzo con una delicatezza che mi fece perdere il controllo.

«Piccolo,» sussurrò contro la mia pelle, «ma attraente.»

Mi sentii arrossire, ma la sua voce era così sincera, così calda, che non potevo fare altro che godermi il momento. Sentii le sue labbra sulla mia pelle, baciandomi la schiena, scendendo lentamente verso il mio culo. Non riuscivo a credere che stesse succedendo. Avevo sempre desiderato qualcosa del genere, ma non avevo mai avuto il coraggio di cercarlo.

«Giacomo,» sussurrai, incapace di resistere. «Per favore…»

Lui mi capì al volo. Si spostò sopra di me, i suoi occhi scuri che mi fissavano con un’intensità che mi fece tremare, quindi senti le sue labbra chiudersi attorno al mio cazzo. Stava baciandomi il cazzo, delicatamente, come se fosse la cosa più naturale del mondo.

«Oh Dio,» sussurrai, chiudendo gli occhi. Era troppo bello, troppo intenso. Le sue labbra si muovevano lentamente, baciandomi il cazzo con una gentilezza che mi faceva impazzire, e quando cominciò a succhiare, piano, delicatamente, sentii una scarica di piacere che mi fece gemere con tutta l’anima.

«Giacomo,» ripetei, incapace di pensare. «Ti prego…»

Lui alzò gli occhi verso di me, il mio cazzo ancora tra le labbra, e sorrise. «Fai quello che vuoi,» sussurrò, con una voce che era piena di promesse. «Io sono qui per te.»

Non riuscivo a credere che stesse succedendo. Avevo sempre desiderato qualcosa del genere, ma non avevo mai avuto il coraggio di cercarlo. E ora, era lì, con me, e io non potevo fare altro che godermi ogni singolo istante.

Giacomo continuò a succhiarmi con una lentezza che mi stava facendo impazzire. I suoi occhi scuri mi fissavano mentre le sue labbra scivolavano su e giù lungo il mio cazzetto, ora completamente duro. Sentivo il calore del suo respiro, il suo sguardo che mi penetrava più profondamente di quanto stesse facendo con la bocca.

«Giacomo…» dissi, la voce rotta dal piacere. «Voglio di più…»

Lui sorrise di nuovo, come se avesse aspettato quelle parole, e si alzò lentamente dal lettino. I suoi movimenti erano fluidi, sicuri, e mi fissò mentre si sistemava sopra di me. «Vuoi entrare dentro di me?» chiese, con una voce bassa e suadente. «Sei sicuro?»

«Sì» sibilai, il cuore che batteva all’impazzata. «Ti prego…»

Lui annuì, senza mai distogliere lo sguardo dai miei occhi, e lentamente aprì le gambe, mostrandomi il suo culo. Era perfetto, tonico, e non vedevo l’ora di sentirlo stringermi attorno al mio cazzo. Presi un po’ di olio per il massaggio e lo feci scivolare lungo il mio cazzetto, prima di avvicinarmi al suo buco.

«Respira…» mormorai, posizionandomi contro di lui. «Rilassati.»

Lui obbedì, e io spinsi lentamente, sentendo il suo calore avvolgermi man mano che entravo. Era stretto, così stretto, eppure mi accoglieva perfettamente. Un gemito mi sfuggì dalle labbra mentre mi immergevo completamente in lui, sentendo le sue pareti contrarsi intorno a me.

«Dio…» sussurrai, incapace di pensare. «Sei… incredibile.»

Giacomo chiuse gli occhi, un’espressione di puro piacere sul viso. «Muoviti…» disse, con una voce rotta dal desiderio. «Fammi sentire tutto.»

Non dovevo farmelo dire due volte. Iniziai a muovermi, lentamente all’inizio, cercando di trovare il ritmo giusto. Lui si apriva ad ogni mia spinta, gemendo ogni volta che raggiungevo il punto più profondo. Era una sensazione indescrivibile, e non riuscivo a trattenere i gemiti che mi uscivano dalla gola.

«Giacomo…» ripetei, la voce sempre più rotta. «Non so quanto resisterò…»

Lui aprì gli occhi, fissandomi con un’intensità che mi fece venire i brividi. «Vieni dentro di me…» sussurrò. «Ti voglio tutto.»

Le sue parole furono l’ultima goccia. Il piacere iniziò a crescere dentro di me, impossibile da contenere, e con un ultimo grido, esplosi, riempendolo completamente. Era una sensazione incredibile, come se ogni fibra del mio corpo si stesse sciogliendo in quel momento.

Ma non era finita. Scendetti dal lettino, le gambe ancora traballanti, e lo girai su un fianco. Volevo ancora di più, volevo sentirlo ancora. Presi il mio cazzo, ancora duro nonostante l’orgasmo, e lo posizionai di nuovo contro il suo buco.

«Giacomo…» dissi, la voce piena di desiderio. «Voglio continuare…»

Lui sorrise, un sorriso che mi fece venire i brividi. «Fai quello che vuoi…» sussurrò, con una voce che era piena di promesse. «Io sono qui per te.»

E io spinsi di nuovo, immergendomi completamente in lui. Il suo culo si strinse intorno a me, e io iniziai a muovermi, più veloce questa volta, spinto da un’urgenza che non potevo controllare. Lui gemeva ad ogni mia spinta, il suo corpo che rispondeva al mio in un perfetto sincronismo.

«Sì…» sussurrò, la voce piena di piacere. «Così…»

Non riuscivo a pensare, non riuscivo a respirare. Tutto quello che esisteva era lui, il suo culo che mi stringeva, i suoi gemiti che mi riempivano le orecchie. Era tutto perfetto, e io non volevo che finisse mai.

Ma poi, sentii il piacere crescere di nuovo dentro di me, impossibile da ignorare. «Giacomo…» dissi, la voce rotta dal desiderio. «Sto per venire…»

Lui aprì gli occhi, fissandomi con un’intensità che mi fece venire i brividi. «Sborrami in bocca…» sussurrò. «Voglio sentire tutto.»

Non dovevo farmelo dire due volte. Mi tirai fuori da lui, il cazzo ancora pulsante, e lo avvicinai alle sue labbra. Lui aprì la bocca, senza esitare, e io esplosi, riempiendola completamente. Era una sensazione incredibile, e non riuscivo a trattenere i gemiti che mi uscivano dalla gola.

Lui continuò a succhiare, con una lentezza che mi stava facendo impazzire, mentre io venivo, perdendomi completamente in quel momento di puro piacere.

«Giacomo…» sussurrai, la voce piena di gratitudine. «Sei… incredibile.»

Lui sorrise, il mio sperma ancora sulle labbra, e mi fissò con uno sguardo che mi fece venire i brividi. «Anche tu…» sussurrò, con una voce che era piena di promesse. «Anche tu…»

«Vuoi fare una doccia insieme?» mi chiese Giacomo, con un sorriso che sembrava sapere già la risposta. La sua voce era morbida, suadente, e il solo pensiero di sentire le sue mani scivolare sul mio corpo sotto l’acqua calda mi fece venire i brividi. Annuito senza esitare, ancora intontito dal piacere che mi aveva regalato pochi istanti prima.

Mi alzai dal letto, il mio cazzo ancora semi-eretto, e lo seguii in bagno. La stanza era illuminata da una luce soffusa, con il vapore che già iniziava a riempire l’aria. Giacomo aprì il rubinetto, regolando la temperatura, e poi si voltò verso di me, gli occhi scuri che mi fissavano con un’intensità che mi fece trattenere il fiato.

«Vieni qui,» disse, allungando una mano verso di me. Mi avvicinai, sentendo il calore dell’acqua già avvolgermi, e lui mi spinse delicatamente sotto il getto. L’acqua mi scivolò addosso, cancellando ogni traccia di ciò che era appena successo, ma il desiderio era ancora lì, vivo, pulsante.

Giacomo si avvicinò, il suo corpo magro e tonico che si muoveva con una grazia naturale. Si chinò per prendere una saponetta e, con movimenti lenti e deliberati, iniziò a strofinarmi il torace. Le sue mani erano morbide, ma decise, e ogni tocco sembrava accendere un nuovo fuoco dentro di me.

«Ti piace?» mi chiese, con una voce che era poco più di un sussurro.

«Sì…» riuscii a dire, la voce rauca. «Molto.»

Lui sorrise, soddisfatto della mia risposta, e continuò a lavarmi, spostandosi sulle spalle, poi sulla schiena. Le sue dita si muovevano con una precisione che mi faceva venire i brividi, massaggiandomi i muscoli mentre l’acqua continuava a scorrere. Poi si abbassò, le mani che scivolavano lungo i miei fianchi, fino a raggiungere le cosce.

«Giacomo…» sussurrai, sentendo il mio cazzo iniziare a riempirsi di nuovo. Lui non rispose, ma continuò a lavarmi, le mani che si avvicinavano sempre più al mio sesso. Quando finalmente lo toccò, il contatto elettrizzante, lasciò sfuggire un gemito di piacere.

«Vuoi che continui?» mi chiese, con una voce carica di promesse.

«Sì…» ansimai, incapace di dire altro. Lui mi prese, le dita che si muovevano lentamente su di me, mentre l’acqua calda continuava a scivolarci addosso. Ogni movimento era deliberato, calcolato, e io non riuscivo a fare altro che lasciarmi andare, perdendomi nella sensazione.

Poi si abbassò ancora di più, le labbra che si avvicinavano al mio cazzo. Quando le sentii sfiorarmi, trattenni il fiato, incapace di credere a quello che stava succedendo. Giacomo mi guardò, gli occhi scuri che mi fissavano con un’intensità che mi fece venire i brividi, e poi aprì la bocca, ingoiandomi.

«Cazzo, Giacomo…» gemetti, sentendo il calore della sua bocca avvolgermi. Lui muoveva la lingua con una perizia che mi faceva impazzire, succhiandomi con una lentezza che mi portava al limite. Le mani mi stringevano i fianchi, tenendomi fermo, mentre io non riuscivo a fare altro che lasciarmi andare.

«Ti piace?» mi chiese di nuovo, sollevando la testa solo per un attimo.

«Sì…» ansimai, incapace di dire altro. «Non fermarti…»

Lui ansimò, poi riabbassò la testa, continuando a succhiarmi con una lentezza che mi faceva impazzire. Ogni movimento era calcolato, ogni tocco deliberato, e io non riuscivo a fare altro che lasciarmi andare, perdendomi nel piacere.

«Giacomo…» sussurrai, sentendo l’orgasmo avvicinarsi. «Sto per venire…»

Lui non si fermò, anzi, aumentò il ritmo, succhiandomi con una forza che mi fece vedere le stelle. Quando finalmente esplosi, fu una sensazione incredibile, e non riuscivo a trattenere i gemiti che mi uscivano dalla gola.

«Cazzo, Giacomo…» gemetti, sentendo il mio cazzo pulsare nella sua bocca. Lui continuò a succhiare, con una lentezza che mi stava facendo impazzire, mentre io venivo, perdendomi completamente in quel momento di puro piacere.

Quando finalmente si staccò da me, il mio sperma era ancora sulle sue labbra, e lui mi fissò con uno sguardo che mi fece venire i brividi.

«Ti è piaciuto?» mi chiese, con una voce carica di promesse.

«Sì…» riuscii a dire, la voce rauca. «Molto.»

Lui sorrise, soddisfatto della mia risposta, e poi si alzò, avvicinandosi di nuovo a me.
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